Come scegliere un kayak?

Il kayak è un mezzo di trasporto acquatico dalla struttura semplice e di facile utilizzo. La propulsione viene impressa al mezzo manualmente, dal vogatore o, nel caso dei modelli a più posti, da più vogatori grazie a una o più pagaie. Utilizzato soprattutto nell’ambito della pratica sportiva e della nautica da diporto, il kayak permette di navigare in mare, su fiumi e torrenti, nonché su specchi d’acqua come laghi, stagni e riserve idriche. Sebbene presenti molte somiglianze con il kayak, la canoa è un’imbarcazione a se stante e non verrà trattata in questa guida.

Kayak: vedi i prodotti

  • Quale kayak per quale tipo di pratica?

    I fattori da tenere in considerazione per scegliere un kayak adatto alle proprie esigenze sono diversi. Per prima cosa dobbiamo chiederci a quale tipo di navigazione desideriamo dedicarci e quale tipo di kayak si presti meglio a tale attività. Kayak sit-in e sit-on-top hanno infatti caratteristiche diverse e dovremo quindi valutare pro e contro dell’uno e dell’altro in funzione del tipo di pratica a cui abbiamo intenzione di dedicarci. Altri due criteri di scelta fondamentali sono il tipo di struttura e di telaio e il numero di posti. 

    Principali criteri di scelta per un kayak:

    • Tipo di kayak: sit-in o sit-on-top
    • Uso previsto
    • Telaio: rigido, gonfiabile o pieghevole
    • Numero di posti a sedere
  • Kayak sit-in o sit-on-top?

    Scegliere tra kayak sit-in, o kayak chiuso, e kayak sit-on-top, o kayak aperto, può sembrare semplice, ma ci sono comunque alcuni fattori da tenere in considerazione per fare la scelta giusta. Nel caso del kayak sit-in, il vogatore è seduto all’interno dell’imbarcazione e protetto da un paraspruzzi impermeabile. Nel sit-on-top, invece, è seduto sul kayak e non all’interno di esso. Qui di seguito analizziamo più in dettaglio i pro e i contro dell’uno e dell’altro.

    Kayak sit-in Skim Kayaks

    Il kayak sit-in ripara dall’acqua sia il vogatore che l’attrezzatura presente a bordo, attrezzatura che può essere essenziale qualora si pratichi il touring o l’esplorazione. Oltre ad offrire ottime prestazioni in termini di velocità e accelerazione, il kayak sit-in è adatto all’uso in mare in quanto meno soggetto alla deriva in caso di forte vento  e di onde alte. Questo tipo di kayak, tuttavia, richiede alcune conoscenze tecniche, in particolare per uscire dal kayak, e soprattutto in caso di ribaltamento.

    • Protegge il kayakista e l’attrezzatura
    • Buone prestazioni (velocità e accelerazione)
    • Adatto alla pratica in mare
    • Conoscenze tecniche necessarie per uscire da kayak

    Kayak sit-on-top Islander Kayak

    Ideale per un uso occasionale e per la pratica in acque calme, sia su fiume che in mare, il kayak sit-on-top è praticamente inaffondabile grazie alla sua struttura a doppio scafo. In mare, tuttavia, è preferibile utilizzarlo nelle buone condizioni meteorologiche, ossia con mare calmo e vento leggero. I kayak da noleggio sono generalmente di questo tipo.

    • Molto facile da usare 
    • Adatto a qualsiasi tipo di pubblico
    • Nessun rischio di rimanere bloccati in caso di ribaltamento
    • Meno efficiente e meno comodo di un kayak sit-in
  • Kayak rigido o gonfiabile: quale scegliere?

    Kayak gonfiabile Advanced Elements

    Per scegliere tra kayak rigido e gonfiabile significa dobbiamo prendere in considerazione più fattori. Essendo costruiti in materiali plastici rigidi, come il polietilene o i materiali compositi, i kayak rigidi sono più resistenti e si prestano maggiormente a un uso intensivo. I kayak gonfiabili, invece, sono realizzati in tele plastiche spesse ma elastiche. Alcuni kayak gonfiabili di alta gamma, tuttavia, sono realizzati in Hypalon® (chiamato anche Nitrilon®), un materiale al contempo molto flessibile e resistente e con ottime qualità idrorepellenti. Nei modelli gonfiabili l’aria viene soffiata all’interno del kayak per mezzo di una pompa, sia essa elettrica, manuale o a pedale.

    Kayak rigido:

    • Buone prestazioni grazie a una struttura che trasmette in maniera più diretta la propulsione
    • Solido, adatto a un uso intensivo
    • Nessuna manutenzione particolare
    • Più pesante di un kayak gonfiabile
    • Grandi dimensioni, quindi ingombrante e più difficile da trasportare

    Kayak gonfiabile:

    • Meno ingombrante e facile da trasportare (può essere piegato e sgonfiato)
    • Più leggero di un kayak rigido
    • Ideale per la pratica occasionale e il tempo libero
    • Richiede più manutenzione (il kayak va teoricamente sciacquato e asciugato dopo ogni uso)
    • Meno efficace dei modelli rigidi a causa di una leggera perdita di energia motrice
    • La sua leggerezza rappresenta un handicap in caso di vento
  • Esiste un altro tipo di kayak oltre a quelli rigidi e gonfiabili?

    Kayak pieghevole Clear Blue Hawaii

    Esiste sul mercato un’alternativa ai kayak rigidi e gonfiabili: il kayak pieghevole. I kayak pieghevoli si dividono a loro volta in due tipi, a seconda che il il telaio amovibile sia rigido oppure flessibile. I kayak pieghevoli con telaio rigido sono composti da diverse parti che si assemblano a incastro. Questo tipo di struttura permette di ottenere un’imbarcazione rigida ad ingombro ridotto. I modelli con telaio pieghevole o flessibile, invece, hanno un telaio in legno su cui viene tesa la tela plastica. Questi ultimi sono chiamati a volte kayak origami. Qualora ci si orienti verso un kayak pieghevole sarà opportuno considerare le dimensioni del telaio una volta piegato e la sua resistenza. Diverse aziende continuano peraltro a lavorare su telai innovativi, ancora più pratici da piegare. Prima di scegliere un modello in particolare, sarà opportuno valutare le ultime novità proposte sul mercato.

  • E per quanto riguarda il numero di posti?

    Kayak a tre posti RTM Kayaks

    A seconda del modello i kayak possono ospitare uno o più vogatori, ma mai più di quattro. Per scegliere tra modelli monoposto e modelli a più posti dovremo naturalmente chiederci se preferiamo praticare soli o con uno o più kayakisti. Una volta presa questa decisione, la scelta sarà quindi tra kayak monoposto, biposto (o kayak tandem), a tre posti e a quattro posti. Oltre al numero di vogatori che potranno salire a bordo, un altro aspetto da tenere in considerazione è il fatto che questi siano adulti o bambini. L’obiettivo è soprattutto di assicurare a ogni persona a bordo condizioni di comfort e di sicurezza ideali. Altri fattori di cui sarà necessario tenere conto sono il peso totale che dovrà sopportare l’imbarcazione e come questo peso verrà distribuito. Per aiutare i loro clienti a scegliere e utilizzare l’imbarcazione in condizioni di sicurezza, le aziende produttrici offrono indicazioni in merito. Chi usa un tre posti e pratichi il kayak con un bambino a bordo, ad esempio, farà in modo che il bambino si sieda al centro. Non esitate a consultare un esperto qualora abbiate intenzione di praticare con dei bambini a bordo.

     

    Attenzione: l’uso da parte di un vogatore, da solo, di un kayak biposto è possibile ma decisamente meno pratico.

  • Quali accessori per il mio kayak?

    Oltre alle pagaie e al giubbotto di salvataggio, o giubbotto salvagente, obbligatorio in alcuni paesi e comunque indispensabile, sul mercato troviamo numerosi altri accessori utili alla pratica del kayak: pompe di diverso tipo, sedili amovibili, gavoni e borse da coperta, paraspruzzi e teloni copripozzetto, derive e rimorchi. La pompa, naturalmente, sarà necessaria solo qualora si opti per un kayak gonfiabile, mentre carrello e rimorchio saranno utili per trasportare a terra un kayak rigido. Gavoni e borse da coperta, ovviamente impermeabili, sono invece accessori utilissimi indipendentemente dal tipo di kayak in quanto servono a evitare che gli effetti personali si bagnino.

    Gli accessori più importanti a cui pensare sono:

  • Quali sono le normative in vigore in materia di pratica del kayak?

    Sebbene non esista una regolamentazione internazionale, per la pratica in mare la maggior parte dei paesi stabilisce una distanza massima dalla riva in funzione del tipo di kayak, che dovrà quindi essere omologato. Consigliamo a chiunque voglia praticare in mare di informarsi sulla normativa vigente e, per ragioni di sicurezza, di non superare la distanza massima dalla riva.

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